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UNA MOSTRA ARTISTICA SULLE MONTAGNE A MANDELLO IN OCCASIONE DEL VIII FESTIVAL LETTERARIO

UNA MOSTRA ARTISTICA SULLE MONTAGNE A MANDELLO IN OCCASIONE DEL VIII FESTIVAL LETTERARIO

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MANDELLO DEL LARIO, 30 APRILE 2026 – Nell’ambito dell’VIII Edizione del Festival della Letteratura del Comune di Mandello del Lario, martedì 5 maggio alle ore 15.00 sarà inaugurata presso il Centro Diurno Comunale di via Manzoni 44/3 la mostra “Le montagne che ci osservano: viaggio tra rocce, ghiaccio e deserto”, con una presentazione delle opere da parte dell’artista Elena Morlacchi; le opere rimarranno esposte fino al 9 maggio. Locandina mostra

La mostra verrà allestita presso la Biblioteca Comunale E. Carcano (Struttura 1) in via Manzoni 44/3 e sarà visitabile dal 5 al 9 maggio 2026 negli orari di apertura della biblioteca: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 10.00-13.00 / 14.00-18.00, giovedì 14.00-18.00, sabato 09.30-12.30.

L’evento, propone un percorso espositivo che permette di ammirare le vette del Monte Rosa, le guglie delle Dolomiti, l’altopiano dell’Akator in Algeria con i suoi pinnacoli basaltici e gli aspri paesaggi delle Grigne, evidenziando anche il ruolo fondamentale che hanno i ghiacciai nel modellare l’ambiente.

L’artista Elena Morlacchi, alpinista, cartografa (ha lavorato diversi anni al Touring Club Italiano) e appassionata di geologia, spiega: “L’aspetto di una montagna, con le sue pareti scoscese, le creste e le fessure, è sempre stato uno stimolo per scalarla; ma è ancor più coinvolgente se si aggiunge la consapevolezza delle forze che ne hanno determinato la forma. Potremo così ammirarla non più come una superficie immobile, la tipica cartolina, ma come un paesaggio vivo che muta nel tempo. Quelle rocce hanno sempre una storia da raccontare: sta a noi scoprirla, imparando a leggerne i segni più evidenti”.

La tecnica utilizzata fonde grafica e pittura: al tratteggio realizzato con il rapidograph, l’artista associa infatti l’uso di pastelli acquerellabili. L’intervento digitale è limitato esclusivamente alle trasparenze e all’effetto sfumato del cielo. Gli acquerelli sono arricchiti dalle poesie di Lidia Compagnoni, che intende rendere omaggio alle montagne dando voce al silenzio dei boschi, al rumore di passi sui sentieri e alla memoria del paesaggio.

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