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LECCO, FAMIGLIE SOTTO PRESSIONE: CARO VITA, LAVORO PRECARIO E SANITA’ SEMPRE PIU’ DISTANTE

LECCO, FAMIGLIE SOTTO PRESSIONE: CARO VITA, LAVORO PRECARIO E SANITA’ SEMPRE PIU’ DISTANTE

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LECCO, 7 agosto 2026 – Il territorio lecchese continua a fare i conti con una situazione economica che pesa in modo crescente sulle famiglie. È quanto emerge dall’analisi diffusa da CGIL Lecco, SPI CGIL e Federconsumatori, che fotografano un quadro caratterizzato da aumento del costo della vita, precarietà occupazionale, emergenza abitativa e difficoltà di accesso alle cure.

Nonostante il rallentamento dell’inflazione, attestatasi al 2,8% nel mese di luglio, il peso del caro vita continua a incidere sui bilanci familiari. Secondo le stime riportate dalle organizzazioni sindacali, ogni nucleo sostiene una spesa aggiuntiva di circa 924,60 euro all’anno, mentre salari e pensioni restano sostanzialmente fermi.

Una situazione che costringe molte famiglie a ridurre anche le spese essenziali e a rinunciare alle vacanze. L’estate 2026, infatti, si presenta particolarmente onerosa: i servizi balneari hanno registrato rincari medi del 2,7%, con aumenti fino al 4% per gli ingressi giornalieri, mentre consumare un pasto negli stabilimenti balneari può costare fino al 45% in più rispetto ai locali situati fuori dalle spiagge.

Anche gli spostamenti continuano a rappresentare una voce di spesa significativa. Il prezzo medio del gasolio si mantiene intorno ai 2,185 euro al litro, nonostante i provvedimenti adottati sul fronte delle accise, alimentando ulteriormente le difficoltà economiche di lavoratori e pensionati.

Emergenza casa sul Lario Orientale

Particolarmente critica è la situazione abitativa lungo la sponda orientale del Lago di Como. Secondo CGIL, SPI e Federconsumatori, la crescente diffusione di Bed & Breakfast e affitti brevi sta riducendo l’offerta di abitazioni disponibili per i residenti, facendo lievitare i canoni di locazione.

Le conseguenze ricadono soprattutto sui giovani, che incontrano sempre maggiori difficoltà a trovare una casa a prezzi sostenibili e a raggiungere l’autonomia economica. A questo si aggiunge il fenomeno delle truffe online legate ai cosiddetti “B&B fantasma”, che continua a colpire numerosi cittadini.

Lavoro: meno assunzioni e più precarietà

Le difficoltà coinvolgono anche il sistema produttivo locale. Il settore manifatturiero, pilastro dell’economia lecchese, registra una diminuzione degli avviamenti al lavoro pari all’1,2%.

Preoccupa soprattutto la qualità dell’occupazione: il 62% delle nuove assunzioni previste avviene attraverso contratti a tempo determinato, consolidando un quadro di forte precarietà. Permane inoltre un significativo divario di genere, con le donne maggiormente presenti tra gli inattivi, spesso a causa dei carichi di cura familiari, e più frequentemente impiegate con contratti part-time.

Sanità pubblica in difficoltà

Nel comunicato trova ampio spazio anche il tema della sanità. Le organizzazioni denunciano una progressiva spinta verso il ricorso alla sanità privata, mentre la spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini continua a crescere.

Quasi una persona su dieci rinuncia oggi a curarsi a causa dei costi o delle lunghe liste d’attesa del servizio sanitario pubblico.

Per questo motivo lo SPI CGIL Lecco conferma il proprio impegno attraverso lo Sportello Sociale, attivo nelle 14 sedi della CGIL presenti sul territorio provinciale. Il servizio accompagna cittadini e pensionati nell’individuazione dei diritti inespressi, in particolare quelli legati all’accesso alle cure, fornendo assistenza anche nei casi di liste d’attesa eccessivamente lunghe.

Le richieste di CGIL, SPI e Federconsumatori

Per le tre organizzazioni è necessario intervenire con una riforma strutturale che affronti contemporaneamente salari, qualità del lavoro, tutela della sanità pubblica e contrasto al dumping contrattuale negli appalti.

Grande attenzione viene riservata anche al confronto sul nuovo modello contrattuale e di rappresentanza, considerato uno strumento fondamentale per garantire un riallineamento delle condizioni economiche e normative attraverso i prossimi rinnovi dei contratti nazionali.

Prosegue inoltre la raccolta firme, confermata fino alla fine di settembre 2026, a sostegno delle due proposte di legge dedicate al rafforzamento della sanità pubblica e alla regolamentazione degli appalti.

Il messaggio conclusivo di CGIL Lecco, SPI CGIL e Federconsumatori è chiaro: occorre riportare al centro il valore del lavoro e della persona, contrastando le speculazioni e promuovendo una redistribuzione più equa della ricchezza per preservare la coesione sociale del territorio lecchese.

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