GRANDE SUCCESSO PER LA 52A CAMMINATA MANZONIANA, MA NON SOLO
LECCO, 06 OTTOBRE 2025 – Successo annunciato per i due grandi classici del festival “Lecco città dei Promessi Sposi”: la camminata manzoniana e la lettura dell’incipit del romanzo nella versione definitiva e in quella del cosiddetto “Fermo e Lucia”.


Tutto come da programma per la 52^ edizione della Camminata Manzoniana organizzata da LTM: la partenza è stata preceduta dall’esibizione degli sbandieratori e musici di Primaluna sul piazzale delle Meridiane; poi i quasi 4000 partecipanti hanno pacificamente invaso le vie della città lungo i tre percorsi previsti (5, 11 e 20km) durante i quali hanno potuto ammirare 12 scene tratte dal romanzo del Manzoni e animate da “Il filo teatro”.


Con un fuori programma, invece, la tradizionale lettura manzoniana prevista quest’anno alla Canottieri. Sull’incantevole terrazza del club oggi c’era un ospite inatteso e invadente: un vento freddo che ha costretto gli organizzatori a cambiare il teatro della lettura, pur sempre nella stessa location. Così mentre i saluti di Sergio Invernizzi, medico sociale della Canottieri e l’introduzione di Mauro Rossetto si sono svolti come previsto sulla terrazza, la lettura di Luca Radaelli ha avuto luogo nel più riparato campo da tennis.
Sempre intensa l’interpretazione di Radaelli che prima di proporre i brani manzoniani, ha commentato il fuoriprogramma con un brevissimo estratto del Ghislanzoni che fotografava la situazione, una descrizione ironica di Lecco, “con un clima cosi piacevole nelle 10 o 12 giornate in cui non c’è vento”.


Mauro Rossetto, direttore dei musei cittadini e direttore artistico del festival, ha invece ricordato gli elementi salienti dell’incipit del romanzo “descritto come se si vedesse il paesaggi da un drone, dal macro al micro”, e l’interesse culturale e sociale di Manzoni per la viticultura “il suo obiettivo non era tenere per sé le conoscenze acquisite da par suo anche attraverso la lettura di molti volumi sull’argomento che si era fatto spedire dalla Francia, ma trasferirle ai contadini”. Ha poi accompagnato i presenti alla scoperta delle differenze tra le due versioni. L’evento si è concluso con un aperitivo in cui è stato possibile degustare le birre artigianali del birrificio Erba Monstrum, sponsor tecnico del festival con il birrificio Du Lac.
Nel pomeriggio invece, dopo la visita alle fortificazioni lecchesi a cura del FAI, Villa Ghislanzoni è stato teatro del format “Tea time in Villa”, dedicato all’incontro dell’artista Emilio Isgrò con la “Quarantana” di Alessandro Manzoni. Un incontro da “tutto esaurito”, che è stato lo spunto per toccare un altra delle mille sfaccettature dell’opera di Alessandro Manzoni, quello del suo rapporto con l’arte, e al tempo stesso per un confronto su come il nuovo museo manzoniano – di cui si stanno tracciando le linee progettuali – potrà valorizzare l’”oggetto libro”. Questo appuntamento ha così concluso una giornata all’insegna della cultura lecchese.

Soddisfazione nelle parole dell’Assessore alla Cultura e Vicesindaco, Simona Piazza: “È stata un’edizione da incorniciare sia per il livello dei relatori che sono intervenuti, sia per la molteplicità degli aspetti del patrimonio di Manzoni che sono stati affrontati, sia infine per la partecipazione del pubblico. Volevamo favorire una riflessione ad ampio raggio sulla figura del Manzoni che ci permettesse di indirizzare e arricchire le linee progettuali del nuovo museo. E i contributi ricevuti sono stati estremamente stimolanti e preziosi. Non solo: anche la risposta che abbiamo avuto dal pubblico è stata particolarmente importante, ci ha confermato di come Manzoni sia percepito davvero come un elemento identitario della nostra comunità nel suo complesso. L’impegno sarà quello di fare della Villa un luogo vivo, capace di promuovere inclusione, di favorire dibattiti e di coinvolgere anche le nuove generazioni”.
Per il direttore del Si.M.U.L. Mauro Rossetto “questa edizione ha consentito una volta di più di far arrivare la profondità e la rilevanza dell’eredità manzoniana al grande pubblico, affrontando i diversi temi, anche i più complessi, con un approccio divulgativo ma al tempo stesso rigoroso sotto il profilo scientifico. Manzoni è uno scrigno che contiene una ricchezza straordinaria, è attuale e capace di parlare alle donne e agli uomini di oggi, è dentro il tessuto vivo della nostra città. Farne scoprire la contemporaneità e tutto il valore è la sfida che il nuovo museo deve saper raccogliere”.