CORTABBIO: INAUGURATA LA MOSTRA “RIMUOVERE”
CORTABBIO, 25 MAGGIO 2025 – Taglio del nastro della mostra “RIMUOVERE” ieri 24 maggio presso le miniere di Cortabbio di Primaluna alla presenza di numerose autorità e di tutti gli artisti che fanno parte del Collettivo Artistico TRA.ME. I componenti del Collettivo hanno realizzato nove opere a testa che verranno collocate all’interno della miniera di Cortabbio di Primaluna e saranno fruibili da tutti coloro che andranno a visitarla.
La mostra resterà aperta fino a domenica 19 ottobre, con alcune date disponibili nella quali gli artisti saranno presenti in veste di guida: 144 giorni, come i 144 anni di operatività della miniera, aperta nella seconda metà dell’800. All’interno dei 1000 metri di gallerie che si sviluppano nelle viscere della Grigna sono state installare le opere degli artisti; con il progetto RIMUOVERE, infatti, il collettivo sceglie di organizzare un percorso espositivo che stimoli la riflessione sul ruolo della società nei confronti della natura e sul delicato rapporto che ci lega ad essa da un punto di vista non-human.
Partendo dal titolo dell’esperienza, “RIMUOVERE”, portare fuori, l’indagine artistica si lega e si intreccia con la voce della Grigna; in particolar modo con le miniere di Cortabbio che un tempo custodivano il minerale Barite e che accolgono il visitatore nel buio e nel silenzio. All’interno della miniera, ambiente completamente artificioso, ma allo stesso tempo naturale, il rapporto con il mondo esterno diventa più flebile e le convenzioni che lo governano cessano di esistere. Tutto muta e diventa relativo. Ed è in questo contesto, neutro e incontaminato, che avrà inizio un processo creativo fortemente connotato dall’interazione con l’ecosistema naturale che lo ospita.

Le diverse opere, al termine dei 144 giorni, saranno “realmente compiute”, perché intaccate dagli agenti naturali, acqua, umidità, ferro, aria che sono presenti all’interno della montagna; la miniera quindi non si limita a essere un contenitore, ma diviene parte attiva del processo creativo ribaltando quindi il rapporto ad oggi costituito tra società e natura. Da una visione monodirezionale ed estrattiva, il collettivo prova ad instaurare un rapporto bidirezionale ed equilibrato con la natura, cercando di accogliere attraverso le opere l’azione della montagna.
L’esito di questo dialogo verrà poi condiviso all’esterno della miniera e, in particolare, proprio con la città dove, negli spazi della Fondazione Enrico Scola, le opere saranno visitabili a metà novembre e saranno protagoniste di diverse iniziative organizzate anche con il supporto di associazioni locali già attive sul territorio. La collaborazione tra la Fondazione e il Collettivo TRA.ME culminerà poi, a novembre, con un evento di charity allo scopo di raccogliere fondi per completare gli arredi degli appartamenti e degli spazi comuni.