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FIAMMETTA BORSELLINO INCONTRA GLI STUDENTI LECCHESI

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La tredicesima edizione di Leggermente – organizzata da Assocultura Confcommercio Lecco e quest’anno dedicata al tema “La sfida della parola” – entra nel vivo con numerosi appuntamenti in calendario nella giornata di martedì 3 maggio.

 

Nel ricco programma spiccano due ospiti: alla mattina Fiammetta Borsellino incontrerà gli studenti per raccontare la figura del padre, Paolo Borsellino, ucciso trent’anni fa nell’attentato di via D’Amelio; nel tardo pomeriggio spazio invece al giuslavorista ed ex parlamentare Pietro Ichino.

 

Partiamo dall’incontro, riservato per le scuole, in calendario alle ore 9.15 e alle ore 11 presso il Cenacolo Francescano di piazza Cappuccini a Lecco. L’evento, dal titolo “Il coraggio di essere (solo)”, vedrà protagonista Fiammetta Borsellino figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992.

 

Fiammetta Borsellino – che aveva 19 anni quando suo padre venne ucciso da Cosa Nostra in un attentato sotto la casa della madre insieme agli uomini della scorta – porterà la sua testimonianza di impegno civile agli studenti delle scuole secondarie lecchesi. Laureata in Giurisprudenza, prima di dedicarsi interamente alla sua attività di “sensibilizzazione” e condivisione della propria esperienza personale, ha lavorato per 17 anni come dirigente all’interno della pubblica amministrazione nel Comune di Palermo, occupandosi dell’attivazione di servizi per tutte le fasce deboli.

 

L’incontro – a cui interverranno anche le autorità civili lecchesi – è organizzato all’interno di Leggermente da Assocultura Confcommercio Lecco insieme a Centro Promozione Legalità Lecco, Libera Lecco e Lo Stato dell’Arte.

 

Alle ore 18, invece, nella sala conferenze di Palazzo del Commercio in piazza Garibaldi a Lecco, si terrà l’incontro con Pietro Ichino, avvocato e docente di Diritto del lavoro oltre che editorialista del Corriere della Sera, che presenterà il suo libro “L’ora desiata vola: Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili” (Bompiani).

 

“È un rebus” dovrebbe significare “è affascinante”, invece lo diciamo di ciò che risulta incomprensibile. A questo dannoso equivoco si ribella il famoso giurista, introdotto fin da piccolo nel mondo dei rebus da uno zio che gli ha fatto gustare la meraviglia delle frasi dotate di un secondo significato nascosto.

 

E gli ha spiegato perché di questa meraviglia può godere di più chi ha il privilegio di parlare l’italiano. Il rebus intreccia parole e figure come accade solo nei sogni ed è il più incantevole degli enigmi. Ma a differenza dei sogni, i rebus hanno sempre una soluzione: per trovarla basta saper usare le chiavi – ma spesso si tratta di grimaldelli – di cui Pietro Ichino in questo libro fornisce un divertente e completo assortimento.

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