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CALCIO LECCO – LA PRESENTAZIONE DI AGLIETTI: “DOVREMO LOTTARE FINO ALL’ULTIMO MINUTO DELL’ULTIMA GIORNATA”

CALCIO LECCO – LA PRESENTAZIONE DI AGLIETTI: “DOVREMO LOTTARE FINO ALL’ULTIMO MINUTO DELL’ULTIMA GIORNATA”

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Lecco, 12 febbraio 2024 – Il nuovo allenatore del Lecco, Alfredo Aglietti, si è presentato ai giornalisti nel tardo pomeriggio di lunedì 12 febbraio, a seguito dell’ufficialità dell’esonero di Bonazzoli e Malgrati.

LE PRIME PAROLE IN BLUCELESTE DI ALFREDO AGLIETTI

La tifoseria è demoralizzata, lei ha una grande responsabilità. Che situazione ha trovato?

Prima di tutto voglio ringraziare la società e Di Nunno per avermi scelto. È normale che ci sia sconforto, ma ci sono ancora 14 partite e tutto il tempo per recuperare. In Serie B spesso ci sono momenti positivi e negativi, ma la squadra ha qualità per respirare un’aria diversa dall’ultimo posto. Se il Lecco si salverà, lo farà all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

Quanta voglia di rivalsa hai dopo lo scorso anno?

Mi hanno rubato un anno: venivo da diverse stagioni importanti, l’esonero dell’anno scorso non lo considero. Ho fatto cinque allenamenti a Brescia, è stato un anno sabbatico.

Bonazzoli non è rimasto nello staff.

Ha scelto autonomamente di non continuare con la società e rispetto la sua decisione.

Ha visto giocare il Lecco?

Il campionato del Lecco si divide in due tronconi, uno fino alla sosta di Natale con una squadra che non si arrendeva mai e che ha perso tante partite immeritatamente, con una grande rimonta dopo un periodo di difficoltà. Forse dopo c’è stata troppa rilassatezza mentale e la squadra ha perso certezze. La squadra può essere a terra ma si può risalire la china. È una rosa con calciatori importanti, ma deve giocare da squadra.

Qual è il suo credo tattico?

Dipende dal contesto: subentro in una situazione dove c’è da badare molto alla sostanza e poco allo spettacolo, non snaturerò il lavoro fatto anche alla luce del buon mercato di riparazione. Giocheremo con la difesa a quattro.

Il suo storico parla di una preferenza per il 4-4-2.

Il mio percorso va dal 4-4-2 al 4-3-3 di Empoli e Novara, passando per il 4-3-1-2 di Entella. A Lecco traccerò le caratteristiche dei calciatori per capire la soluzione migliore, considerando che il tempo è poco.

È una rosa nuova, potrà costruire una nuova base.

Non conosco la situazione come Malgrati e Foschi, mi baserò su quanto avrò modo di vedere da ora in avanti.

Cosa non le è piaciuto?

Sono arrivato quattro ore fa, ed è presto per dirlo. Dobbiamo cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno e portare positività all’ambiente, cercando fiducia e compattezza.

Dicono che lei è un sergente di ferro.

Dicono che ho un brutto carattere. Non penso sia vero. Se qualcuno non dà il 110%, lo dico.

L’INTERVENTO DEL DIRETTORE SPORTIVO DOMENICO FRACCHIOLLA

L’esonero di Bonazzoli e Malgrati è una sconfitta personale?

Mi associo ai ringraziamenti a Malgrati e Bonazzoli. Con Andrea ci lega un rapporto importante e non è stata una decisione facile. Poi ci sono i risultati e noi dobbiamo fare il bene della squadra. Ringrazio mister Aglietti e Di Nunno: dopo l’esonero di Foschi non avevamo l’appeal che abbiamo oggi.

Com’è andata la trattativa con Aglietti?

L’ho chiamato ieri, abbiamo parlato della rosa e del percorso che vogliamo per la squadra, oltre che della società. La chiave di volta è stata la consapevolezza da parte di entrambi che possiamo fare il miracolo. Giocare in casa 8 volte nelle ultime 14 avremo un vantaggio.

LE PAROLE DEL DIRETTORE GENERALE ANGELO MAIOLO

Complicato cambiare allenatore con i problemi di salute del patron e la situazione economica importante.

Di Nunno è ricoverato e domenica siamo stati a colloquio serrato in una stanza d’ospedale. Il presidente non è contento per l’esonero, anche per quanto riguarda i rapporti personali. Ma la svolta andava data se vogliamo salvarci. Gli sforzi del patron sono enormi ma speriamo fortemente di mantenere la categoria remando tutti dalla stessa parte.

Come sta Di Nunno?

Ha un’infezione urinaria che preoccupa, è stato ricoverato mentre eravamo a Bari. Ne avrà ancora per una decina di giorni.

-D.Tag.

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