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VALSECCHI: “IL COMUNE SE LA PRENDE ANCORA CON I COMMERCIANTI E I TAVOLI IN CENTRO”

VALSECCHI: “IL COMUNE SE LA PRENDE ANCORA CON I COMMERCIANTI E I TAVOLI IN CENTRO”

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Non c’è pace per i Commercianti lecchesi. Il capogruppo di Appello per Lecco Corrado Valsecchi spiega in un comunicato che “Durante le feste l’assessore Cattaneo non ha trovato di meglio di imbastire l’ennesima crociata contro i tavolini in centro.Non contento del danno fatto alle piazze con l’installazione di borchie di acciaio inutili e antiestetiche costate 10.000 euro alla collettività, ha ripreso la guerra con una ordinanza datata 29.12.2023 contro l’esercizio che ha vinto tutti i ricorsi dal Tar regione Lombardia al consiglio di stato, ma probabilmente con l’intento di perdere nuovi scontri giuridico legali e di far pagare altri compensi ad avvocati da parte dei contribuenti lecchesi”. In diversi punti tutti argomentati Valsecchi ripercorre la vicenda e spiega cosa stia succedendo: “1) L’oggetto della ordinanza comunale si riferisce alle sentenze del TAR n. 286/2023 e del Consiglio di Stato n. 1982/2023 e, quindi, esclusivamente al ristorante che ha fatto ricorso ; 2) la sospensiva del TAR confermata dal Consiglio di Stato, ove dovesse aver luogo il ricorso in appello, sussiste fino a sentenza passata in giudicato ed è inviolabile da parte del Comune; 3) ciò posto, non si riesce a comprendere il motivo per cui la ricorrente debba chiedere qualcosa che ha già, ovvero un rinnovo temporaneo sino alla data del 31 marzo 2024 e comunque fino al pronunciamento di merito; 4) la data del 31 marzo 2024 e comunque fino al pronunciamento di merito, è pleonastica; 5) il Comune non può ORDINARE il rinnovo temporaneo, A RICHIESTA, fino alla data del 31 marzo 2024, men che meno DISPORRE la sospensione provvisoria, fino al 31 marzo 2023, delle concessioni già rilasciate, a partire dal 01/01/2023, a favore di soggetti differenti in difformità alla autorizzazione in essere alla data del 30 settembre 2022; in ordine a questo punto la Giunta , oltre che distratta (31 marzo 2023 anziché 31 marzo 2024), è fuori tema o quantomeno enigmatica, posto che le concessioni già rilasciate, a partire dal 01/01/2023, sono l’ordinanza n. 73 del 05/04/2023 e l’ordinanza n. 119 del 06/06/2023 emanate in ottemperanza alle ordinanze cautelari del TAR n. 286/2023 e del Consiglio di Stato n. 1982/2023 (cfr. premessa in ordinanza) e, quindi, ad esclusivo favore del ristorante ricorrente e non a favore di soggetti differenti (quali soggetti?). I due punti successivi al DISPONE, non solo sono raffazzonati sintatticamente, ma erga omnes, che, in ogni caso, non hanno nulla a che vedere con il ristorante in questione . L’ordinanza in discorso assume notevole gravità nel non considerare che è in fase di pubblicazione la legge che estende la sospensione de qua al 31 dicembre 2024, per cui non par dubbio che ci troviamo di fronte all’ennesimo accanimento contro dei privati che hanno visto riconosciuto il loro diritto da tutte le istituzioni giuridiche del paese. Non c’è che dire si inizia l’anno nuovo esattamente come era finito, anziché mandare messaggi di pace la Giunta ha deciso di percorrere i sentieri di guerra, tanto a pagare, anche questa volta sarà pantalone”.

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