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LECCO CELEBRA I BENEMERITI DI SAN NICOLÒ

LECCO CELEBRA I BENEMERITI DI SAN NICOLÒ

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Lecco, 3 dicembre 2023 – Si sono tenute questa mattina le celebrazioni della festa patronale di San Nicolò, al nuovo auditorium del centro civico Pertini di Lecco.

Questo il discorso del sindaco Mauro Gattinoni, che con il Consiglio ha conferito le benemerenze alla memoria di Paolo Cereda, a Mauro Lanfranchi e alla Calcio Lecco 1912:

“Buongiorno a tutti e grazie della vostra presenza a questo evento annuale di conferimento delle Benemerenze Civiche in occasione della Festa del nostro santo Patrono, San Nicolò.

Rivolgo un saluto cordiale a tutte le Autorità civili, militari e religiose presenti, a partire dalla Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e dalla Vice Prefetto Vicario di Lecco Marcella Nicoletti. Un caro saluto alla Presidente della Fondazione Comunitaria Maria Grazia Nasazzi, e ai Benemeriti cittadini, che poi presenteremo. Saluto con simpatia la delegazione della città spagnola di Igualada, nostra gemella, presente oggi in sala, con il Sindaco Marc Castells e il Presidente del comitato dei gemellaggi Josep Junyent, che ci onorano della loro presenza.

Do il benvenuto ai Sindaci miei predecessori, al Presidente del Consiglio comunale, ai Vicepresidenti, ai Capigruppo, a tutti i Consiglieri comunali. Un saluto, e un sincero grazie, va alla mia Giunta, ai miei più stretti compagni di avventura che, insieme ai membri della maggioranza, lavorano da oltre tre anni a servizio della città. Un ultimo saluto, mai retorico ma fortemente sentito, ai dipendenti comunali, ai Dirigenti e al Segretario generale, oggi qui rappresentati tutti dal Vice Segretario e Comandante della Polizia Locale dott.ssa Monica Porta, che, ogni giorno, lavorano per il bene comune.

Permettetemi, infine, un pensiero colmo di emozione e di gratitudine per Matteo Ripamonti, per il suo impegno nel mondo del lavoro, del sindacato, come volontario, Consigliere Comunale, Capogruppo di Fattore Lecco, come amico: in questo primo San Nicolò in cui ci troviamo improvvisamente senza di lui, voglio ricordarlo con affetto e rinnovare l’abbraccio della comunità alla sua famiglia.

Credo che occorra dare un contesto alla cerimonia di oggi, dare una cornice entro cui la nostra bella tradizione locale si intreccia inevitabilmente con dinamiche più ampie ma solo apparentemente distanti.
Mi riferisco alla situazione dei conflitti internazionali: alla guerra conseguente l’invasione dell’Ucraina del 2022, con tutti i suoi tremendi effetti sul piano umanitario, sociale ed economico, si è aggiunta la tragedia che si sta consumando nella striscia di Gaza. Assistiamo impotenti, ogni giorno, a bombardamenti, attentati, catture e torture, rapimenti di ostaggi, tragica scomparsa di bambini. Un’agghiacciante contabilità ha stimato in oltre 9 mila il numero delle vittime in quasi due anni di guerra in Ucraina; la medesima agghiacciante contabilità, riferita al primo trimestre di conflitto a Gaza, stima ormai in circa 1500 i morti israeliani, mentre sarebbero oltre 12 mila quelli palestinesi, di cui 4 mila minori: ogni dieci minuti un bambino è stato ucciso . Non trovo la forza per rintracciare un briciolo di umanità attorno a questi fatti, così come ugualmente non possiamo dimenticare altre situazioni che ci interrogano: la repressione del dissenso delle donne in Iran e in Afghanistan, la ripresa degli autoritarismi e dei regimi dittatoriali, i diversi colpi di stato nel continente africano.

Pare che certi Paesi del mondo stiano volgendo in una direzione opposta rispetto a quella del dialogo e della pacifica convivenza che l’Italia ha voluto quando, insieme ai principali stati del vecchio continente, avviò il percorso di costituzione dell’Unione Europea. Ecco, un’Unione Europea la cui voce e il cui ruolo politico sono ancora troppo deboli nella difesa di quelle radici e di quei valori di libertà, pace e democrazia, unica base per garantire un futuro di crescita integrale e sostenibile.

Non l’ho presa larga, con tutti questi riferimenti. Solo che, da Sindaco, non posso sottrarmi a una domanda complessa: come è possibile contribuire a cambiare e migliorare il mondo in cui viviamo, partendo da quel francobollo di terra che è il Comune, il livello più piccolo della gerarchia amministrativa? Come ridare un senso all’agire politico e democratico, partendo da un Comune? A mio personale avviso, ciò è possibile seguendo tre linee ben definite che per me assumono oggi valore di paradigma:

entrare nel merito delle cose, anziché galleggiare sulla superficie delle parole: la complessità attuale richiede analisi, testa, ragionamento, valori. Chi vende slogan superficiali, con soluzioni a buon mercato, inganna i cittadini senza risolvere i problemi;

preferire l’integrazione rispetto all’esclusione. Guardare in faccia chi porta interessi o esigenze differenti è segno di dignità e di rispetto delle identità, a partire dalla nostra, ma in una prospettiva di confronto e di sintesi;

costruire un contesto di fiducia tra le persone, anziché di conflitto, rivalsa e polemica. E in questo chi è chiamato a occuparsi della cosa pubblica, dovrebbe sentirsi responsabile in prima persona.
Entro queste coordinate si spiega il perché del sistema di azioni che il Comune sta mettendo in atto e che, come vedremo, riguardano spazi, strutture, ma soprattutto persone. Infatti, il nostro approccio è sempre quello di abbinare lo spazio a una proposta, perché mentre costruiamo nuovi spazi, costruiamo anche le relazioni con le persone che li vivranno. È così che si crea una comunità sana, fiduciosa, che non si lascia scoraggiare ma che attiva le risorse migliori per affrontare il futuro.

L’anno scorso avevo detto che il 2022 si era chiuso come l’anno dei progetti e che il 2023 sarebbe stato per Lecco l’anno dei cantieri, e così è stato. Partiamo da qui, dal luogo in cui ci troviamo: questo Auditorium di Germanedo, chiuso da quasi un decennio, nella struttura del Centro Pertini, finalmente riaperto dopo un primo lotto di lavori importanti che hanno riguardato impianti, tetto, servizi, e che a breve verrà assegnato a un gestore così che diventi un punto di riferimento stabile, quotidiano, per i giovani e per le associazioni lecchesi.

Discorso analogo, per il cantiere della Piccola: uno spazio urbano centralissimo che si era ridotto a ricettacolo di marginalità e di criminalità, e che oggi si sta trasformando quale luogo attivo per incontro, crescita culturale, innovazione. Proprio mentre il cantiere prosegue spedito, ci siamo già attivati per individuarne il futuro gestore, così che quando termineremo i lavori, disporremo di un nuovo spazio e di una nuova proposta per la città. Come vedete, anche in questo caso la formula è sempre “spazio + proposta = comunità”.

In quest’ottica saranno da leggere gli altri affidamenti importantissimi che firmeremo in questa settimana: parliamo del rifacimento del lungolago, 10 milioni di euro, e della ristrutturazione di Villa Manzoni. Le imprese avranno poi 45 giorni per la progettazione esecutiva, e quindi partiranno i cantieri.

A Bonacina, come promesso, dopo avere impiegato l’ex scuola elementare quale rifugio temporaneo per le persone migranti, giovedì abbiamo consegnato la struttura all’impresa che realizzerà il nuovo asilo nido. Nel rione più piccolo di Lecco abbiamo anche aperto lo spazio “Labirinto” dove già si stanno incontrando associazioni, volontari e anziani e che diventerà un prezioso punto di riferimento per Cesea e i cantonieri di comunità che, come vedete, ogni settimana svolgono le manutenzioni negli spazi pubblici della nostra città: dal verde alle ringhiere, dal riordino delle stradine a lavori negli edifici pubblici.

Ultima gara da assegnare, tra le opere maggiori, riguarda il Teatro della Società che, come potete facilmente immaginare, rappresenta un grado di complessità e di delicatezza estremamente superiore rispetto a tutti gli altri cantieri. Nella logica che guida il ragionamento di questa mattina, avrete già compreso che altrettanta attenzione stiamo dedicando, oltre che allo spazio, alla istituzione di una realtà di gestione dell’offerta culturale, che vogliamo sia quanto più ampia e partecipata, capace di fornire economie e sostenibilità a una proposta all’altezza della città capoluogo.

Proseguendo nella logica di offrire spazi pubblici per giovani e ragazzi, cito le nuove aree skyfitness a Pescarenico e al parco Eunice Kennedy, e a breve giungerà la proposta del parco di via Fra’ Galdino, progettato insieme da un eccezionale staff di architetti: gli studenti del Politecnico, gli anziani de “il Giglio” e i bambini dell’asilo “Corti” di Pescarenico. Credo proprio che ne uscirà qualcosa di speciale!
Sul fronte delle scuole, dopo aver messo in sicurezza ed efficientato il nido di via Adamello e la materna di Santo Stefano, stiamo ristrutturando la scuola elementare Carducci di Castello. Il prossimo anno scolastico, sarà la volta dei lavori alla De Amicis, un progetto complesso e ambizioso, volto a realizzare un polo didattico d’avanguardia che unirà la scuola elementare con la scuola materna Damiano Chiesa. E poiché, lo ripeto, oltre alle mura c’è la proposta, abbiamo esteso l’offerta del post scuola per tutte le scuole materne e per tutte le scuole elementari della città: un valido strumento di aggregazione per i ragazzi e, soprattutto, un importante supporto per le mamme lavoratrici.

Sul fronte dell’attrattività cittadina, il 2023 è stato l’anno di apertura di due strutture comunali importanti: l’ostello (coi suoi 120 posti letto, ristorante e sale per studio e riunioni) e il dehors di Pescarenico, mentre il prossimo anno toccherà al restyling delle stazioni della funivia dei Piani d’Erna, innescando un principio di rigenerazione della terza “piattaforma strategica” della nostra città. Il 2023 ha offerto anche l’occasione per sperimentare nuovi modi di realizzare eventi (es. la Lake Arena, piattaforma galleggiante sul lago) e altre occasioni culturali di grande richiamo (es. la mostra di Pablo Atchugarry o la rassegna “Una città per Manzoni” in occasione del 150mo).

Non voglio sottrarmi al tema viabilistico partendo da una considerazione esplicita di cui ciascuno dovrebbe essere consapevole: quando uno è fermo in coda in macchina, non è “nel” traffico, ma è “il” traffico. Per questo affrontiamo la strategia di decongestionare la città nelle ore di punta attraverso due strumenti: quello delle infrastrutture e quello dei comportamenti. Sul primo fronte abbiamo ben lavorato con la rimozione dei semafori e il nuovo sistema funzionale di rotatorie che, in questo 2024, renderemo definitive (a eccezione di quella del Teatro); nel mentre approveremo il piano delle vie ciclabili (biciplan), ma il maggiore contributo strutturale sarà offerto dal quarto ponte in uscita da Lecco, che sarà in grado di compensare i flussi ogni qualvolta la SS36 si blocchi (e ultimamente sta accadendo una o due volte a settimana), evitando che la città venga travolta da quelle auto e da quei mezzi pesanti che normalmente dovrebbero viaggiare altrove. Sul lato dei comportamenti individuali, sulla scelta, ove possibile, di usare mezzi alternativi all’auto privata, confermiamo il trasporto gratuito per tutti i ragazzi fino a 19 anni con il “Ti porto io!”; ora il nuovo piano per la sosta e la gestione della Ztl porranno regole e condizioni nuove che renderanno conveniente e razionale modificare un poco le proprie abitudini, a vantaggio di una migliore vivibilità complessiva.

In tutto questo, lo dico per chiarezza, nel 2024 dovremo gestire ancora lo sviluppo ulteriore del teleriscaldamento, cui si aggiungeranno i cantieri programmati da Lario Reti per la sostituzione di tubazioni importanti e la posa di diversi riduttori di pressione. Capite bene, e ne parleremo nell’apposita Commissione, che avremo una certa complessità da gestire: per questo anticipatamente ringrazio i lecchesi per la pazienza!

Mi avvio alla conclusione con l’ultimo, importante affaccio sul 2024 che vorrei quindi battezzare come l’anno della “CITTÀ CHE CRESCE”. Avremo infatti la possibilità di collaborare alla stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio, il sistema di regole, di servizi, di funzioni che tracceranno il solco dello sviluppo futuro di Lecco. Lo faremo con un coinvolgimento ampio e partecipato, partendo dalle sedi istituzionali in cui avverrà il confronto politico, fino a giungere a una serie di situazioni che riguarderanno tutti gli stakeholders, finanche a incontri informali con giovani e con tutti i cittadini, secondo una precisa metodologia che permetta d’integrare le migliori proposte per il futuro. Da parte nostra, il paradigma con cui affronteremo questa grande sfida sarà il medesimo che ho citato all’inizio: entrare nel merito delle questioni, creare inclusioni, generare fiducia.

Mi fermo qui, che ne ho già dette tante. Ora lasciamo lo spazio al conferimento delle tre Benemerenze civiche “San Nicolò d’Oro 2023”, assegnate dai Capigruppo del Consiglio Comunale, perché possiamo anche noi trarre già oggi qualche ispirazione dalle loro storie.

Lecco è e vuole essere sempre di più città dello sport, capitale dell’outdoor, fucina di talenti. Attraverso lo sport, si trasmettono sani valori di crescita e di vita comune a partire dai più piccoli: in questo senso è bello ricordare che la nostra provincia è da anni al primo posto in Italia nell’indice de “Il Sole 24 Ore” per “Sport e bambini”. Ecco, dunque, che qui oggi rendiamo merito all’esempio di una bella storia di sport e talento, quella della prima squadra della Calcio Lecco 1912, di Paolo Di Nunno, che dopo 50 anni ha dato risalto nazionale – e non solo – alla nostra città ottenendo una storica promozione in serie B. La sua storia insegna a tutti la lezione della tenacia e che occorre sempre mettersi in gioco, al massimo delle proprie capacità.

Lecco è e vuole essere sempre di più città attrattiva, capitale di un turismo sostenibile che appoggia i suoi piedi nelle profonde acque del Lario e con la sua testa raggiunge le cime innevate delle nostre montagne. Ecco, qui, che le fotografie di Mauro Lanfranchi catturano la magnificenza del nostro territorio, la ricchezza che ci è stata donata e che dobbiamo essere in grado di valorizzare.

Lecco è deve essere sempre di più una città attenta ai più fragili, capace di andare oltre gli steccati e di considerare le differenze come ricchezza, di essere dalla parte giusta della storia, quella della legalità, e contro ogni sopruso, infiltrazione o ingerenza mafiosa. In questo solco troviamo il profilo del terzo benemerito, Paolo Cereda, portatore di una memoria d’impegno civico per gli ultimi e di esempio di cosa voglia dire combattere le organizzazioni criminali a partire dalla formazione nelle scuole.

Ai Benemeriti, e ai loro famigliari e amici che oggi li accompagnano, il grazie della Città di Lecco.

A tutti voi presenti, ai vostri cari e a tutti i lecchesi auguro una buona Festa di San Nicolò!”

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