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IL LICEO CLASSICO MANZONI SI MOBILITA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

IL LICEO CLASSICO MANZONI SI MOBILITA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

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Il 25 novembre 2023, giornata contro la violenza delle donne, gli studenti del liceo Classico hanno potuto, grazie ai loro insegnanti, ospitare nel cortile della loro scuola, un toccante momento di riflessione comune. È stato pronunciato un discorso da Giacomo Redaelli, in rappresentanza dei maschi, mentre la rappresentante d’Istituto Gaia Gianola ha introdotto la lettura di Cristina Torres Caceres (citata dalla sorella di Giulia Cecchettin, Elena, barbaramente trucidata negli scorsi giorni), che è stata recitata da Martina Ventrella (1BC) Carolina Pezzati (2CC) Azzurra Astorino (3BC) Chiara Parvati (4AC) Cecilia Villani (4BC) Lucia Formenti (5BC) Gemma Di Fini (5BC) Anna Negri (5BC). Un momento che ha commosso molti studenti e studentesse in questi giorni di grande coinvolgimento emotivo per la nota vicenda di Giulia Cecchettin.

Riportiamo anche il testo di quella poesia.

Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.

Se non ti dico che vengo a cena. Se domani, il taxi non appare.

Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in una borsa nera.

Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia.

Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata.

Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata.

Mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata.

Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato, che erano i miei vestiti, l’alcool nel sangue.

Ti diranno che era giusto, che ero da sola.

Che il mio ex psicopatico avesse delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.

Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.

Lo giuro, mamma, sono morta combattendo.

Lo giuro, mia cara mamma, ho urlato forte così come volavo alto.

Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutti quelli che urleranno il mio nome.

Perché lo so, mamma, non ti fermerai.

Ma, per quello che vuoi di più, non legare mia sorella.

Non rinchiudere le mie cugine, non privare le tue nipoti.

Non è colpa loro, mamma, non è stata nemmeno mia.

Sono loro, saranno sempre loro.

Combatti per le loro ali, quelle ali che mi tagliarono.

Combatti per loro, che possano essere libere di volare più in alto di me.

Combatti per urlare più forte di me.

Possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.

Mamma, non piangere le mie ceneri.

Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto.

Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”.

-Cristina Torres Cacères

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