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LECCO: IL COMUNE AUMENTA L’IRPEF, CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE

LECCO: IL COMUNE AUMENTA L’IRPEF, CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE

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Lecco, 19 febbraio 2023 – Negli scorsi giorni, il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni ha annunciato tagli e aumenti all’Irpef per coprire i 7 milioni di euro di maggiori costi previsti nel bilancio 2023. Sono presto arrivate critiche di alcuni componenti dell’opposizione.

Duro il commento del Capogruppo in Consiglio Comunale a Lecco e neoeletto Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, Giacomo Zamperini:

“Si tratta di una flat tax venuta male che penalizza i ceti medi e le famiglie. Più tasse e meno servizi: una buona politica dovrebbe fare esattamente il contrario. Il sindaco Gattinoni, come lo sceriffo di Nottingham, infila le mani nelle tasche dei lecchesi. Chi ha un reddito superiore ai 16mila euro all’anno, si troverà a pagare più del doppio. Aumenti generalizzati che costeranno in media alle famiglie lecchesi circa 300 euro all’anno. Coloro che guadagnano poco più di 1300 euro al mese saranno i più colpiti, una manovra iniqua che penalizza i più fragili. Senza rispetto per i ceti medi e le famiglie, specialmente quelle numerose. Basti pensare, ad esempio, che una coppia con un figlio piccolo, si troverà a pagare, oltre l’Irpef, anche aumenti insostenibili per gli asili nido ed i parcheggi, vivendo in una città meno attrattiva e vivibile, con una sforbiciata sugli eventi e le attività culturali. Per non parlare del taglio sulle manutenzioni e sul decoro urbano, che rischieranno di imbruttire la città dandole un’immagine da scenario post-apocalittico, con erbacce sui marciapiedi, immobili decadenti e strade dissestate. Se a questo aggiungiamo anche la viabilità al collasso, si rischia la tempesta perfetta e la grande fuga da Lecco: altro che ‘città amica dei bambini’! Serve introdurre un criterio proporzionale che tuteli il nostro ceto medio e tenga conto anche del quoziente familiare. Inoltre, vanno tagliati gli sprechi ai quali abbiamo assistito in questi mesi, dalle consulenze faraoniche per progetti irrealizzabili come la nuova sede del comune alle spese legate al marketing ed alla comunicazione. Anche l’aumento della tassa di soggiorno andrà a penalizzare le imprese e le persone che, mettendo a disposizione seconde case e posti letto, hanno scommesso sul rilancio turistico della città. Il sindaco scarica le proprie responsabilità politiche sull’aumento dei costi dei servizi sociali e delle bollette, colpevolizzando anche le scuole materne non statali per il contributo a loro promesso e non ancora erogato. È una manovra che scontenta tutti e che doveva essere evitata. Da parte nostra, faremo tutto ciò che sarà possibile per scongiurare questa scellerata proposta di bilancio, pensiamo ad esempio ad una mobilitazione pubblica dei cittadini. Dobbiamo impedire che la giunta di centro sinistra affossi ulteriormente la città”.

Questa l’opinione di Corrado Valsecchi, capogruppo di Appello per Lecco in consiglio comunale:

“Le dichiarazioni che ho potuto leggere sui media locali da parte del Sindaco mi hanno lasciato allibito. Le sue considerazioni vanno bene per coloro che non capiscono nulla di contabilità pubblica, non certo per coloro che masticano bilanci e rendicontazioni sia in quota corrente che d’investimento della pubblica amministrazione. Voglio proprio vedere come voteranno i consiglieri di maggioranza, se avranno il coraggio di turarsi il naso anche questa volta macchiandosi di una grave colpa verso i cittadini ; quella di assecondare rincari sia fiscali che tariffari come mai è avvenuto in passato, per altro in un sistema dove regnavano vincoli europei e nazionali dove solo il fatto di cambiare una lampadina in una scuola diventava un problema di ragioneria pubblica. Tutti avevamo chiesto all’attuale amministrazione di gestire in maniera virtuosa e rispettosa i denari pubblici, tutti gli avevamo detto di non inoltrarsi negli azzardi delle consulenze, della visibilità comunicativa fine a se stessa, degli eventi che non riguardavano la missione di un Comune, tutti gli avevamo sollecitato di stare attenti a vocazioni distruttive come quella di mettere in discussione le pianificazioni della precedente amministrazione. Niente da fare, il “cambio di passo” si è concretizzato in un grande bluff con una squadra assolutamente inadatta ad amministrare una città capoluogo. Adesso la colpa viene attribuita alla guerra, alle bollette, dulcis in fundo alle scuole paritarie, la colpa è di tutto il mondo che rema contro l’amministrazione Gattinoni , come se famiglie, single, imprese, scuole paritarie non dovessero affrontare quotidianamente questi anologhi problemi con l’aggravante, in alcuni casi, come le scuole paritarie, di svolgere un servizio pubblico. Se non ci fossero la pubblica amministrazione oggi rischierebbe il default. L’aumento dell’irpef sarà molto più oneroso di quello che annunciano i giornali per i redditi medi, saranno ancora operai, impiegati e liberi professionisti a pagare l’incapacità di amministrare solo perché Sindaco e Giunta hanno ignorato suggerimenti disinteressati e finalizzati esclusivamente a salvaguardare e tutelare la comunità e i contribuenti. Vedremo cosa ci verranno a dire in Consiglio Comunale di certo risponderemo per le rime e io di certo chiederò la convocazione di una commissione di controllo e garanzia perché devono dimostrare, bollette alla mano e confronti pluriannuali, le variazioni e gli scostamenti finanziari che stanno raccontando. Molte cose non tornano e ci sono almeno 7 milioni di buoni motivi per chiedere trasparenza prima di fargli mettere la mano nel portafoglio dei lecchesi sia sul versante fiscale che su quello tariffario. Comincino a dirci come intendono affrontare la questione della rottamazione delle cartelle esattoriali, considerato che molte città capoluogo e non hanno già deciso il diniego all’applicazione dello stralcio. Sarebbe assurdo far pagare i contribuenti onesti e senza contenziosi con il Comune e nel contempo abbuonare i debiti contratti da cittadini che devono versare esborsi all’erario per multe o contestazioni di vario genere. Siamo al giro di boa, ormai a metà mandato, un bilancio si può già fare e da quello che possiamo vedere è fallimentare. I consiglieri di maggioranza avranno sulla coscienza il voto di questo bilancio staremo a vedere chi ha a cuore le sorti e le prospettive della città e chi del suo partito o movimento”.

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