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LECCO, ULTIMA GIORNATA PER IL FESTIVAL TRECCANI

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Lecco, 9 ottobre 2022 –  Focus sulla parola “Abitare” e grande successo ieri, sabato 8 ottobre, per la seconda giornata di #leparolevalgono, il Festival Treccani della lingua italiana promosso ed organizzato da Fondazione Treccani Cultura e Comune di Lecco, con il patrocinio del Ministero della Cultura e di Regione Lombardia, che si svolge nella città manzoniana dal 7 al 9 ottobre.

 

Ha colpito nel segno la conversazione tra Marie-Esméralda del Belgio, principessa, giornalista ed attivista per i diritti umani e l’ambiente, e la giornalista de “Il Corriere della Sera” Mara Gergolet, per un evento realizzato in collaborazione con Polis Politics. L’occasione ha fatto luce sulla tragica situazione della foresta amazzonica e sulla campagna “Stop Ecocide” che prevede responsabilità penali di fronte alla corte del L’Aia per chi commette crimini contro l’ambiente, equiparando i delitti ambientali ai crimini contro l’umanità, poiché hanno effetti devastanti sull’ecosistema e conseguenze drammatiche per le popolazioni locali.

 

Nel pomeriggio Martina Comparelli, rappresentate di Fridays For Future Italia, ha spiegato al pubblico la struttura organizzativa e gli obiettivi del movimento, sottolineando la rilevanza dell’impegno ambientale delle nuove generazioni e invitando tutti a riflettere sui metodi utilizzati dai negazionisti per opporsi alle evidenze scientifiche sul cambiamento climatico.

 

La lectio magistralis di Donatella Caprioglio, psicologa, psicoterapeuta e scrittrice, sul tema: “Il senso dell’abitare, una grande opportunità per capire se stessi” ha rapito i numerosi convenuti, rivelando la relazione tra i luoghi domestici e le storie personali di ciascuno. “La casa è metafora della nostra identità – ha detto – uno spazio simbolico, poiché ogni spazio fisico è anche uno spazio psichico, così la cucina rappresenta il nostro rapporto col cibo, il bagno con corpo e la camera da letto con l’altro”.

 

Il pomeriggio si è concluso con gli interventi di Angelo Antolino, fotografo, Anna Ottani Cavina, professore emerito di Storia dell’arte, Bianca Felicori, ricercatrice e giornalista, Michele Munafò, ingegnere ambientale e dirigente  ISPRA sul tema “La perdita di suolo, il rapporto tra necessità abitative e paesaggio”.

 

Oltre 250 persone per l’evento serale “Tra parole e musica” in cui il musicologo Jacopo Tomatis ha conversato con Carmen Consoli. La cantautrice siciliana ha regalato a un pubblico davvero entusiasta alcuni brani del suo nuovo album “Volevo fare la rockstar” e pezzi classici del suo repertorio  come “Amore di plastica” e “Parole di burro”. Ha intonato a cappella anche una canzone popolare siciliana e dialogato con Tomatis intorno alla lingua, sottolineando la centralità delle parole nelle canzoni. Consoli ha poi regalato ai presenti una parola in siciliano che le è particolarmente cara “ciatu de lu  me cori””, respiro del mio cuore: “un’espressione intraducibile che si usa per le persone che si amano moltissimo”.

 

Il festival si conclude oggi domenica 9 ottobre, con la giornata dedicata alla parola “Narrare”, con il primo appuntamento della giornata a Villa Manzoni alle 10.00 per  “La mappa linguistica della parola del giorno”,  con Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, i due direttori del Dizionario della lingua italiana Treccani.

 

 

Dalle 11.00 alle 12.00, per la serie di eventi ideata da Treccani “Le parole delle canzoni dal vivo”, sempre a Villa Manzoni, Paolo Di Paolo, giornalista, scrittore, saggista e conduttore della trasmissione “La lingua batte” su Rai Radio Tre, dialogherà con Chadia Rodriguez, artista italiana di famiglia marocchina e natali spagnoli, appassionata di trap/rap americano e latino. Nonostante la giovane età la cantante è già un’affermata professionista: nel 2018 ha iniziato a lavorare con Big Fish e Jake La Furia, che la mettono sotto contratto come prima artista della loro nuova etichetta Yalla Movement. A settembre 2018 Chadia diventa la prima rapper donna sulla copertina di una playlist rap di Spotify Italia. Nel 2019 ha pubblicato Avere 20 Anni, il suo primo EP, che ha raggiunto i 100 milioni di ascolti tra YouTube e Spotify. In seguito ha collaborato con J Ax e Federica Carta; ha inoltre collaborato con Netflix per la promozione della serie Narcos: Mexico. Nel 2021 è ha condotto il suo primo programma televisivo – Sex, Lies & Chadia – su Discovery+, in cui ha affrontato diverse tematiche legate alla sessualità.

 

Alle 12.00 è prevista la “Presentazione del Dizionario della lingua Italiana Treccani” con i due direttori Valeria Della Valle Giuseppe Patota. Valeria Della Valle, Socia dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia dell’Arcadia e dell’ASLI, nonché membro del comitato direttivo e del comitato scientifico della Fondazione Bellonci e Premio Strega e della giuria delle Olimpiadi di italiano organizzate dal MIUR, ha condiretto con Giovanni Adamo i volumi di Neologismi Treccani del 2008 e del 2018. Con Giuseppe Patota ha condiretto le ultime due edizioni del Nuovo Treccani (2018 e 2022). Con Vincenzo Trione ha diretto l’enciclopedia Arte contemporanea (Treccani 2021), inoltre nel 2022 ha pubblicato la sua prima opera narrativa, La strada sognata (Einaudi).

 

Giuseppe Patota è professore ordinario di Linguistica italiana presso l’Università di Siena, è socio nazionale e membro del direttivo dell’Accademia della Crusca, nonché socio dell’Accademia dell’Arcadia e dell’ASLI; è inoltre membro del Comitato Scientifico della Fondazione Sapegno e della giuria del Premio Strega. Ha al suo attivo oltre 170 pubblicazioni, dedicate alla storia della lingua letteraria italiana, della lessicografia e della grammaticografia italiana e all’insegnamento della lingua italiana a italiani e stranieri. Alcuni suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in Francia e in Giappone.

 

L’edizione 2022 del Dizionario Treccani è stata definita rivoluzionaria, poiché è il primo dizionario a non presentare le voci privilegiando il genere maschile, ma scegliendo di lemmatizzare anche aggettivi e nomi femminili. Una rivoluzione che riflette e fissa su carta la necessità e l’urgenza di un cambiamento che promuova l’inclusività e la parità di genere, a partire dalla lingua. Questa è tuttavia solo una delle novità che l’opera presenta, ve ne sono altre come l’eliminazione degli stereotipi di genere nell’esemplificazione, il superamento del cortocircuito lessicografico per cui per comprendere il significato di una parola occorre cercarne altre tre e l’eliminazione delle “parole fantasma”, attestate cioè solo sui vocabolari non mai utilizzate.

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